La Gasgia : Cannobio : Cronaca

ANFI: finanzieri a “caccia” di testimonianze per ricordare la storia locale

La sezione dell’A.N.F.I. di Cannobio da qualche mese ha attivato un progetto di recupero delle testimonianze dell’attività delle Guardie di frontiera sul nostro territorio.

ANFI: finanzieri a “caccia”  di  testimonianze  per ricordare la storia locale
La sezione dell’A.N.F.I. di Cannobio da qualche mese ha attivato un progetto di recupero delle testimonianze dell’attività delle Guardie di frontiera sul nostro territorio. In valle la presenza della Regia Guardia di Finanza è stata molto forte, furono allestiti presidi e caserme in ognuno di principali villaggi e nei posti strategici più importanti. Classica la caserma di Spoccia, un edificio inopportunamente abbandonato ed ancora in attesa di conoscere il suo futuro, se ne avrà. Ma ricordo la Caserma all’ingresso di Finero ed altre in giro per il nostro territorio, ritenuto dallo Stato tra quelli a più alta attività di contrabbando fino agli anni “Sessanta”. 
Il rapporto tra Guardie di Finanza e popolazione locale è stato sempre vissuto sul rispetto dei reciproci ruoli ma vi furono episodi estremi su entrambi i fronti. Si sa di incidenti deplorevoli in montagna ma anche episodi di reciproco soccorso. Militari de “La Regia”, e poi Guardia di Finanza, con le imbarcazioni a motore hanno salvato persone e soccorso pescatori sorpresi dai nostri temibili venti e gli abitanti dell’alto lago non hanno mancato di offrire il loro aiuto, come avvenne nella ricerca dei naufraghi all’indomani del naufragio della Torpediniera 19T. Molti episodi narrati dalle cronache locali dell’epoca.
Già nel 2006 il Comandante della Sezione navale di Como-Nobiallo, Ora Ten. Col. Clementi, aveva svolto una ricerca di monumenti e cippi legati al servizio lacuale per trasmettere i dati al Museo della GDF a Roma.
Quanto sta ora facendo l’ANFI di Cannobio è più generale ed interessa i militari di ambo le sezioni, terra-mare. Il presidente Giò Angius ed i suoi collaboratori hanno impostato un lavoro lodevole finalizzato al ricordo, l’attività dell’Associazione è anche questa.
Si parla comunque di periodi difficili, sia per le popolazioni dell’alto lago e della Valle, allora erano zone abbandonate, non c’era il lavoro in Svizzera, territori periferici che per primi subivano le crisi che ci hanno accompagnato periodicamente. Famiglie locali spinte prevalentemente dalla miseria e Militari provenienti da zone altrettanto povere si trovavano uno contro l’altro, non per antagonismo ma per i rispettivi ruoli sui quali ovviamente non voglio intervenire. La storia va letta e rispettata per quella che è stata, più semplice di quella raccontata, e la necessità di sopravvivenza dell’individuo è stata determinante per come si è svolta, soprattutto se la si esamina in chiave locale e nei dettagli.
In questo periodo l’Anfi sta lavorando alla cappelletta che c’è all’inizio del “Bocc de la luna” – verso il lago - nelle cui acque annegarono due giovani Finanzieri alla fine dell’Ottocento. Racconterò la loro storia quando saranno finiti i lavori di manutenzione del piccolo edificio celebrativo, con l’aiuto dell’Anfi che dispone anche di una ricerca storica.

Federico Manoni



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